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CONCERTI CAGLIARI | LA CHITARRA: REGINA PER UNA NOTTE. I PROTAGONISTI -15 OTTOBRE

CONCERTI CAGLIARI | LA CHITARRA: REGINA PER UNA NOTTE. I PROTAGONISTI -15 OTTOBRE

Abbiamo intervistato alcuni dei protagonisti dell’evento speciale

“La Chitarra: regina per una notte”.

Per i live di vivereacagliari.com e per la prima volta in Sardegna un grande tributo alla Chitarra.

Sabato 15 Ottobre alle ore 21, sul palco del teatro degli Intrepidi Monelli, si presenteranno sette chitarristi scelti fra i massimi esponenti della chitarra in Sardegna, rappresentanti dei diversi generi musicali.

L’evento organizzato da musica.vivereacagliari.com, il sito web dedicato alla musica e agli artisti della Sardegna, nasce da un’idea di Marco Pinna ed è realizzato in collaborazione con Salvatore Amara, Roberto Messori ed il festival “Sulle Strade del Blues”.

La Chitarra: regina per una notte” presenta i chitarristi:

Matteo Zuncheddu per il delta blues & country blues

Patrick Atzori per il rock & roll

Mauro Amara per il country & southern rock

Salvatore Amara per l’urban blues e la black music

Mssimo Ferra per il jazz

Davide Pirodda per la fusion

Francesco Congia per il rock

MAURO AMARA, chitarrista e polistrumentista cagliaritano, arriva da Milano dove risiede dal 2010, e risponde grande entusiasmo al nostro invito a “La Chitarra: regina per una notte” per rappresentare il country e il southern rock .

Mauro: nonostante io non sia certamente il miglior chitarrista country della città, ho accettato ugualmente, e con orgoglio, l’invito per 2 motivi. Primo. Partecipare a queste manifestazioni cagliaritane mi fa sentire ancora parte di un ambiente a me molto caro che a malincuore ho dovuto lasciare diversi anni fa. Secondo. Ogni occasione mi si presenti in cui io possa trasmettere, con serenità, la mia passione verso la musica country e/o southern, non me la faccio sfuggire. Mi godró la serata battezzando la mia nuova chitarra e faccio un grosso in bocca al lupo alla band, che dovrà fare un lavoro davvero difficile.

MAURO AMARAMAURO AMARA,
Classe 1979. Chitarrista, cantante e tastierista cagliaritano.

Inizia il suo percorso musicale “live” a Cagliari nel 1991.
Sia come chitarrista che come tastierista ha collaborato con i più importanti personaggi del panorama musicale sardo entrando a far parte di decine di progetti differenti, suonando vari generi musicali diversi tra loro: rock, blues, rock’n’roll, southern rock, gospel, country, musica popolare europea, rock italiano, swing, motown, dance, hard rock.
Le band sarde con le quali ha avuto un rapporto continuativo e importante per la crescita personale sono state:
• THE EASY BLUES BAND (di Salvatore Amara)
• ALL SUN ROCKIN’ JIVE QUARTET (di Alberto Sanna)
• ROUTE 66 dove esordisce come cantante e frontman
Si trasferisce nel 2010 a Milano dove inizia a misurarsi con musicisti di altissimo livello e a fare esperienze piuttosto significative tra la Lombardia e il Piemonte, suonando sempre sia la chitarra che la tastiera.

La musica (e la cultura) country è sempre stata il suo unico amore musicale nonostante la vita l’abbia portato a suonare quasi sempre altro. Dopo un recente viaggio a Nashville è rinato il desiderio di suonare questo genere che si consoliderà presto in un grande e interessante progetto milanese.

PATRICK ATZORI è il secondo chitarrista a salire sul palco a “La Chitarra: regina per una notte”

per presentare il rock & roll.

“è per me un grande piacere partecipare ad eventi di questo tipo – sostiene Patrick – un po’ perchè amo ascoltare musica ed in particolar modo quella dal vivo ed un po’ perchè se sono stato contattato, significa che ciò che faccio è piaciuto a qualcuno e noi musicisti non suoniamo solo per il nostro ego ma anche per il bisogno di comunicare e trasmettere noi stessi a chi ascolta”.

Hai mai partecipato ad altre serate di questo tipo e secondo te può essere un’occasione di confronto e collaborazione con altri chitarristi?

Patrick AtzoriPatrick: ho partecipato a diversi eventi che magari non avevano ad oggetto un tributo alla chitarra ma offrivano comunque l’opportunità di suonare con più band o di fare delle jam session con altri musicisti di diversi stili. Quanto al confronto credo di non averlo mai inteso in quanto tale perchè apprezzo molto chi suona diversamente e quasi sempre cerco di migliorarmi cogliendo delle particolarità personali che potrebbero arricchire il mio background e pensare magari a delle collaborazioni. E’ un’iniziativa sicuramente interessante, un metodo di aggregazione musicale che può destare curiosità e magari dare lo spunto ad aspiranti chitarristi per migliorarsi e per entrare nel mondo della musica.

Patrick Atzori
Nato nell’84 si appassiona intorno ai 9 anni del rock’n’roll e del rockabilly degli anni 50, incoraggiando la sua passione per la musica i genitori gli comprano la prima chitarra con la quale apprende i rudimenti della musica completamente da autodidatta. Alle medie studia musica al Conservatorio di Cagliari nella classe del compianto maestro Francesco Revelli. Inizia la creazione delle prime band con le quali suona fino ai 20 anni quando appassionatosi al canto lo unisce alla chitarra, sua prima grande passione.
Nel 2007 inizia l’avventura da chitarrista e cantante con la sua band storica, The Wheelers Trio, con la quale percorre in lungo e in largo la Sardegna con incursioni continentali in Italia e Germania, incidendo un disco omonimo della band e realizzando una produzione audio/video per Kollo Agency a Berlino. Nell’inverno 2014 fonda a Parigi l’ “Atzori’s Trio”, formazione con la quale si esibisce più volte l’anno nei locali parigini. Nel 2015 suona al Blues Kitchen di Londra e fonda alla fine dell’anno il progetto solista denominato “Self Made Rock’n’Roll” con il quale anima a suon di rock’n’roll pub e locali.

A rappresentare il Delta Blues a “La Chitarra: regina per una notte” è il chitarrista MATTEO ZUNCHEDDU.

Come nasce la tua passione per il blues?

Matteo ZunchedduMatteo: Non so dove nasca questa passione, credo in tempi molto remoti.. Però c’è un personaggio che attraverso i suoi brani più aggressivi fece voltare un ragazzo “metallaro” per venire risucchiato verso il Blues un attimo prima che si rendesse conto di quanto stava succedendo e questo è Stevie Ray Vaughan,,
Ricordo ancora quando lo ascoltai la prima volta il brano era Rude Mood, una roccia, lui ha fatto da tramite e mi ha buttato dentro ,, poi sono andato indietro, sempre di più, dopo mi sono reso conto che nella musica che avevo apprezzato in passato c’era anche tanto Blues..

Ascoltando la tua musica si ha l’impressione di percorrere un viaggio, in un treno, seguendo le rotaie del sud; è una sensazione che cerchi di comunicare?

Matteo: Che risate!!! Mi fa molto ridere e piacere questa cosa e non me l’aspettavo, anche se mi sono stati dati appellativi tipo treno, trattore e recentemente pure Caterpillar!!!
La sensazione del treno credo dipenda molto da una certa mia attitudine ritmica, non è una cosa che cerco, ma alla fine mi spunta fuori dalle mani in tanti riff.
Sono  affascinato da tutto ciò che c’è attorno al significato del treno nel blues, anche per me ha assunto un significato speciale, quando stava per arrivare il mio primo figlio, l’esperienza di sentire il suo cuore battere mi ha fatto capire che era ora che suonassi il mio treno e anche che un treno mi stava per arrivare addosso e cambiare per sempre la mia vita, il mio riff lo avevo già pronto ma prima di quel momento non sentivo la pellaccia pronta per svilupparlo e farlo sentire in giro, un brano che si chiama Jako Train, per me la simulazione di un treno nel blues é una cosa importante, come affrontare certi brani della storia,, non ci si gioca ,, oppure si,,
con Rispetto.
La sensazione di viaggio é con me quando suono quindi credo di trasmettere questo,, Viaggio dentro e fuori di me ogni volta che suono qualcosa che é libera di poter essere trasformata, magari non lo faccio sempre ma so che ho la libertà e la capacità di farlo quando lo sento.,
Comunque trasmettere le sensazioni che ho mentre porto avanti un brano é una delle cose più importanti per me.
Grazie

Una musica così antica pensi che possa ancora interessare i giovani? E che legami si possono creare con la nostra realtà?

Matteo:
Devo dire che in molti casi ci sono giovani che riescono ad apprezzare questa musica, e quando giravo x locali, soprattutto in estate, quindi in teoria meno adatti a certi generi, capitava spesso di alzare la testa e trovare un gruppo di bambine che si erano piazzate a pochi metri da me ad ascoltare attentamente e vedere che allo stesso tempo arrivavo a grandi e anziani, un po’ a tutte le età.
Ma in Italia in genere non c’è molta cultura musicale, e questo fa anche crollare le possibilità di suonare spesso nelle situazioni giuste e se suoni in giro per locali questo Blues, capita anche di non essere capiti, ma questo è il mio percorso, la mia scelta, questo è Blues..
Credo che si possa e si debba ancora suonare questo arcaico linguaggio, se lo conosci bene scopri tantissime cose interessanti, tematiche (aimè) ancora attuali e in molti casi vicine a quelle della nostra tradizione sarda e molta spiritualità in esso, soprattutto nelle sue origini.
Il country blues rimane un genere a sé, molto variegato, perché proveniente da musicisti di zone diverse, ognuna con le sue realtà e influenze e spesso isolati da altri, lo scambio di informazioni allora era lento e casuale, un altro mondi rispetto a oggi , é un genere col suo linguaggio, i suoi suoni e segreti, molto lasciato all’improvvisazione e all’interpretazione a  seconda dello stato d’animo del momento sia nei testi che nella musica, altra cosa in comune con una parte della tradizione sarda,
e le battute durano a seconda di quello che hai da dire in quel giro..
Per me non è solo un genere che si può portare avanti nel rispetto della sua tradizione perché c’è ancora tanto da dire ma una fonte diretta di ispirazione con elementi da miscelare direttamente senza “mediazioni” con altro, io per esempio ho impastato certi suoi elementi con generi cosiddetti “duri” come il rock, cosa che ho fatto in passato con diversi brani che vorrei registrare quanto prima insieme a roba acustica più vicina alla tradizione, o anche versioni di quei brani storici appena più vicine al nostro senso della musica che spesso fanno si che chi ti ascolta si incuriosisca e vada a cercarsi i brani originali di questi maestri.  Essere un tramite verso la loro musica per altre persone per me è motivo di orgoglio e soddisfazione.

Come hai imparato questo genere musicale, questo modo di suonare così distante da tutto ciò che si sente in giro? Hai avuto un mentore o hai imparato da solo?

Purtroppo e per fortuna per quanto ne sapessi non c’era nessuno qui in zona con cui confrontarmi, é stato ed è ancora un viaggio quasi in completa solitudine, con solo l’ausilio dell’orecchio, come faccio tutt’oggi, nonostante internet.  Soprattutto all’inizio é stato molto faticoso, ascoltare mille volte solo per inquadrare certi brani e fino avvolte capire anche la posizione con cui alcuni di loro tenevano la chitarra e intuire i loro m gesti e il modo di fare sullo strumento, mi succedeva anche questo, talmente ero immerso, cercare di capire come suonare ogni nota per ottenere quello che sentivo,, spesso se mi bloccavo su un particolare lasciavo la presa per giorni, in modo che maturasse in me qualcosa e poi arrivava la soluzione in un momento inaspettato, perché stavo digerendo piano piano il tutto.
Il viaggio continua anche oggi anche se sono cambiate un po’ di cose, e non finirà mai. Sebbene abbia imparato qualcosa in più di allora e sia ormai il mio linguaggio più spontaneo, ancora non mi sento dentro quanto voglio, e chissà se lo sarò mai, ma voglio ancora sondare le parti più interne e intime di questo Mondo, ma senza limitarmi a questo, se di limite si può parlare..

MATTEO ZUNCHEDDU:

Ho iniziato a interessarmi alla musica da piccolo, ascoltando in cuffia e rimanendo colpito dalla musica classica che trovavo a casa e dopo con un po’ di altre cose che trovavo a casa di uno zio, tra cui ricordo Beatles e Goblin..A 8 anni volevo suonare la batteria e non mi piaceva la figura del cantante e del chitarrista,”in prima linea a prendersi il merito di tutto” pensavo, a fine serata scroccavo le bacchette molto usate e qualche esercizio ai batteristi che suonavano nel mio paese perché a casa avevo messo insieme una serie di barattoli e lamiere che per me con tanta fantasia era un ottima batteria .. a casa non volevano sapere di comprarmi una batteria ma quando mio padre si accorse con stupore ( “sai che roba risposi io, sono sempre andato a tempo” ) che andavo a tempo mi fece prendere lezioni che iniziarono col solfeggio e credo alla seconda o terza lezione mi dileguai senza pensarci due volte..
A 13 anni iniziai ad ascoltare heavy metal, rock anni 70 e a mettere le orecchie su tutta la musica che passava a tiro e verso i 16, mentre ancora “frugavo” la batteria con un amico chitarrista si voleva mettere su una band di trash metal per sviluppare idee nostre..
Iniziai a prendere la chitarra in mano proprio perché avevo bisogno di far sentire le mie idee a chi suonava con me, ma la cosa che mi convinse di più a iniziare a suonare la chitarra fu sentire da vicino il suono di una chitarra acustica, questo calore e il pensiero che imparare a suonare un pochino mi avrebbe fatto sempre compagnia con uno strumento che al contrario di una batteria potevi portare sempre con te e sviluppare in un attimo qualsiasi idea ti passasse per la testa.
Dai 17 anni in poi piano piano la chitarra prese il primo posto e iniziai a che a cantare con varie formazioni “scolastiche” brani che andavano dall’hard rock al trash, con cui sviluppai anche qualche mio brano e intanto tiravo fuori pezzi “strani” dicevo io, perché sembrava non avessero nulla a che fare con ciò che ascoltavo e questo mi scioccava, ma quella musica mi piaceva, fatta spesso con accordature fate a orecchio, ma ciò che mi interessava era essere un grande ritmico, e cantare, non volevo altro, il momento in cui sentii che volevo per davvero imparare a suonare la chitarra fu dopo,, a 23/24 anni..
Nel frattempo mentre passavano a portata di orecchie tanti generi ma sempre prevalentemente roba “dura” rimasi molto incuriosito da un certo Robert Johnson che era sul lato B di un nastro lasciato da una amico, con un live dei Blues Brothers nell’altro lato..
Un giorno in un periodo in cui scoprivo e ascoltavo vari chitarristi come Satriani, Malmsteen, Vai, e altri sentii l’intro di Rude Mood di Stevie Ray Vaughan e fu roccia e vento allo stesso tempo…
Solo un blues cosi tirato corposo e virile poteva attirare e prendere all’amo un giovane metallaro e darle uno schiaffone talmente forte da cambiare la sua direzione,, anche se,, non subito, infatti mi piacevano solo determinati brani, ma da li lentamente ma inesorabilmente coi miei gusti ho ripercorso quasi cronologicamente a ritroso tutto il secolo scorso, ascoltando nel mentre vari maestri del Delta Blues senza ancora l’idea di suonare roba del genere, per me aliena, per poi ridurre molto l’ascolto degli altri, concentrarmi solo su ciò che volevo imparare e soprattutto sulle mie idee a circa 25 anni.
Da li ho messo insieme vari progetti sul rock blues, la maggior parte dei quali in trio poi divenuto quartetto con l’aggiunta di un armonica, ho sempre dovuto lavorare per sostenermi e fare molti sacrifici per suonare, quindi vedendo dopo anni che non si riusciva a suonare per certi obiettivi nel 2012 ho deciso di proseguire da solo chiedendo al mio amico e armonicista Marco Farris di proseguire con me l’avventura ed entrare in quel mondo che da tempo esercitava su me una fatale attrazione..
Il Delta Blues.
Registrati i primi brani inediti abbiamo superato le selezioni per Narcao Blues, aprendo il concerto di James Cotton, e partecipato alla Babbai blues festival aprendo la serata a Peter Karp e Sue Foley.
Dopo letargo artistico di 4 anni sono tornato in attività nel 2016 suonando fra gli altri al Festival Blues di Cagliari e voglioso di registrare il mio Blues.

 

Intrepidi Monelli

Intrepidi Monelli

La Chitarra: regina per una notte”

 SABATO 15 OTTOBRE- ORE 21
Intrepidi Monelli
V.le Sant’Avendrace 100, Cagliari

vivereacagliari.com il portale dedicato a chi vive la città.

musica.vivereacagliari.com, il sito web dedicato alla musica e agli artisti della Sardegna.

 

Con la partecipazione speciale della cantante Valentina Frau.

Presenta l’evento Mino Martone.

Oltre 20 artisti sardi sul palco, vere e proprie eccellenze della musica, per una serata unica in Sardegna.

I posti in sala rimanenti sono 40 dei 100 totali, per cui si consiglia vivamente di prenotare telefonando al numero:

3289810453 Marco Sotgiu

o scrivendo una email a: musica.vivereacagliari@gmail.com

Per la serata sarà servito una menù etnico preparato da Alessio Solinas, Chef del Paracompartir.     (a € 15,00 solo su prenotazione).

– Paella, Couscous freddo, Tabule, insalata di cavolo rosso, Sangria o 0,33 birra o coca/fanta/chinò.

Ingresso allo spettacolo € 10,00

Sponsor della serata:

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Redazione di musica.vivereacagliari per articoli e interviste per LA NOTTE DELLE CHITARRE:

Marco Sotgiu, Roberto Messori e Tore Contu.

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