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“RICORRENZE MUSICALI”: RAY CHARLES

“RICORRENZE MUSICALI”: RAY CHARLES

Venerdì 23 Settembre, 13° puntata di “RICORRENZE MUSICALI”: RAY CHARLES.

Rubrica ideata e curata da Salvatore Amara, chitarrista e autore cagliaritano.

www.salvatoreamara.it

Il giorno 23 SETTEMBRE 1930 ad Albany, Georgia, nasceva RAY CHARLES ROBINSON.

RAY CHARLES
Ray Charles Robinson (Albany, Georgia 23 settembre 1930 – Beverly Hills, California 10 giugno 2004)
Cantante, pianista, compositore e direttore d’orchestra. Nacque da una famiglia di umili origini nel sud segregazionista degli Stati Uniti, figlio di una mezzadra ed un operaio impiegato nella manutenzione delle ferrovie, meccanico e tuttofare. Il suo interesse per la musica esplose al Red Wing Cafe, dove il proprietario, Mr. Wylie Pitman, suonava il suo vecchio piano in stile boogie woogie, ed in seguito insegnò a Charles a suonarlo. Quando Ray aveva 5 anni e suo fratellino George appena 4, quest’ultimo morì affogato nella tinozza dove Aretha lavava i panni, sotto lo sguardo impotente di Ray, che proprio in quel periodo iniziò a perdere la vista, divenendo completamente cieco a 7/8 anni, probabilmente a causa di un glaucoma, oppure, come dicono altri, a causa di un’infezione mai curata, causata dal contatto con acqua saponata. Distrutta dal dolore e sempre in pena per la perdita del piccolo George, Aretha usò le sue amicizie all’interno della comunità locale per trovare una scuola che accettasse studenti afroamericani ciechi. Nonostante le iniziali proteste di Ray, quest’ultimo venne inserito nella Florida School, istituto per sordi e ciechi a St. Augustine, dove rimase dal 1937 al 1945, iniziando a sviluppare il suo talento musicale. Gli venne insegnato a suonare il piano e la musica classica di Bach, Mozart e Beethoven, e la sua maestra, Mrs. Lawrence, gli insegnò pure a leggere la musica utilizzando l’alfabeto braille, attraverso un difficile procedimento, in quanto occorreva muovere entrambe le mani per leggere la parte che ciascuna mano avrebbe dovuto suonare per poi far coesistere le due parti insieme. Mentre Charles imparava a suonare il piano, fu molto colpito dalla musica jazz, swing e blues che sentiva alla radio, piuttosto che dalla musica classica. Dopo aver lasciato la scuola, Ray Charles si trasferì a Jacksonville, presso una coppia di amici della madre, e per più di un anno suonò il piano per alcune bands. Iniziò a farsi una reputazione come musicista talentuoso, ma non trovava lavoro altrettanto facilmente, e così decise di andare in una città più grande, dove avrebbe potuto trovare maggiori opportunità di lavoro. A 16 anni andò a Orlando, dove visse in condizioni di povertà, restando anche giorni interri senza mangiare, sbarcando il lunario scrivendo arrangiamenti per gruppi che suonavano musica pop. Nel 1947 si trasferì a Tampa, dove trovò due ingaggi come musicista, uno come pianista degli Honeydippers di Charlie Brantley, e un altro come membro di una country band bianca chiamata The Florida Playboys, con cui iniziò ad indossare gli occhiali da sole del designer Billy Stickles. Decise anche di non usare il cognome Robinson per evitare confusioni con il pugile Sugar Ray Robinson. Poichè desiderava avere una sua band decise di lasciare la Florida per dirigersi in una grande città, e seguì il suo amico Gossie McKee a Seattle. Lì conobbe e divenne amico del quindicenne Quincy Jones. Iniziò a suonare al Rocking Chair con la sua band, chiamata McSon Trio, con McKee alla chitarra e Milton Garrett al basso. Proprio in quel periodo Charles iniziò a far uso di stupefacenti, desideroso com’era di usare quelle sostanze che aiutavano tanti altri musicisti a trovare l’ispirazione per creare la loro musica. Iniziò così a fare uso di marijuana, per poi passare all’eroina. Nel 1949 Ray Charles e la sua band registrarono il disco I Love You, I Love You (I Will Never Let You Go) / Confession Blues, che divenne il suo primo successo, scalando la classifica Billboard R&B. Nel 1950 si trasferì a Los Angeles e partì in tour con il bluesman Lowell Fulson come suo direttore musicale, per poi suonare anche con Guitar Slim e Ruth Brown. Ahmet Ertegün lo fece firmare per la Atlantic Records ed il suo primo disco fu The Midnight Hour / Roll With my Baby. Iniziò a registrare brani di jump blues e boogie-woogie insieme a lente ballate blues, che testimoniavano chiaramente l’influenza di Nat “King” Cole e Charles Brown. Mess Around, scritta proprio da Ertegün, divenne il suo primo successo per la Atlantic, nel 1953, con cui Charles presentò il suo originale stile vocale. Alla fine del 1954 Charles registrò la sua composizione I Got a Woman. Nel 1958 incise This Little Girl of Mine, Mary Ann, Drown in My Own Tears, Lonely Avenue, A Fool For You e The Night Time (Is the Right Time). Il suo immenso talento e la sua sconfinata competenza musicale gli procurarono, infatti, il soprannome di The Genius. Ray Charles non incise solo brani R&B, ma pure albums di jazz, e nel 1958 era ormai divenuto una delle principali attrazioni afroamericane dei teatri Apollo e Uptown, e la principale attrazione del Newport Jazz Festival. Proprio negli anni 50 fu però arrestato per la prima volta, quando fu trovato nel backstage con i suoi musicisti in possesso di marijuana e tutto l’armamentario per assumere eroina, ossia un cucchiaio bruciacchiato, una siringa e un ago. Charles ingaggiò un gruppo vocale femminile, chiamato The Cookies, che lui ribattezzò The Raelettes, e mentre prima aveva utilizzato sua moglie ed altri musicisti come coristi, in brani come This Little Girl of Mine e Drown In My Own Tears, The Raelettes debuttarono cantando come sue coriste nel brano bluesy-gospel, Leave My Woman Alone. Charles raggiunse la vetta del successo nel periodo Atlantic con What’d I Say, una combinazione di gospel, jazz, blues e musica latina, che Charles compose spontaneamente mentre stava suonando in un locale con la sua band. Anche se alcune stazioni radio bandirono il brano, a causa delle sue allusioni sessuali nel testo, la canzone scalò anche le classifiche pop, contribuendo all’affermazione del soul. Il contratto con la Atlantic cessò alla fine del 1959, e scelse di firmare con la ABC-Paramount Records, ottenendo assoluta libertà artistica, più di qualunque altro artista fino ad allora, ed un compenso di 50.000 dollari all’anno come acconto, oltre alle royalties e la proprietà di ogni masters, insomma il contratto discografico più vantaggioso di sempre. Georgia on My Mind (1960) fu il suo primo successo per la ABC-Paramount, che gli permise di vincere il suo primo Grammy Award e raggiunse la posizione numero uno della classifica Billboard. In seguito Charles vinse un altro Grammy per Hit the Road Jack, scritto dal cantante R&B Percy Mayfield, e la pubblicazione di Unchain My Heart incrementò ulteriormente il suo successo. Nel 1961, poco dopo la pubblicazione di Georgia on My Mind, Charles fu ingaggiato per un concerto al Bell Auditorium di Augusta, in Georgia, ma cancellò lo show dopo aver appreso dagli studenti del Paine College che l’accesso alla sala grande dell’auditorium sarebbe stato proibito ai neri, che sarebbero stati obbligati a sedersi nella balconata della Music Hall. La sua scalata verso il successo subì un arresto quando, durante un tour nel 1961, prima di un concerto, la polizia trovò eroina tra i suoi medicinali nella sua camera d’albergo a Indianapolis, Indiana. Nonostante il suo secondo arresto per possesso di stupefacenti, eroina e marijuana, il procedimento nei suoi confronti fu subito archiviato, in quanto la polizia non era fornita di apposito mandato, e Charles riprese subito a dedicarsi alla musica. Grazie agli albums Modern Sounds in Country and Western Music e il sequel, Modern Sounds in Country and Western Music, Vol. 2 (1962), Ray Charles portò per la prima volta al grande successo commerciale la musica country. La sua versione del brano di Don Gibson, I Can’t Stop Loving You, raggiunse la vetta sia della classifica pop, dove rimase per 5 settimane, che della classifica R&B, dove rimase per 10 settimane, raggiungendo il primo posto anche in Inghilterra. Nel 1962 fondò la sua etichetta, Tangerine Records, continuando a collaborare con la ABC-Paramount, che si occupò della promozione e della distribuzione. Nel 1964 la sua carriera subì un altro stop a causa del suo terzo arresto, per possesso di marijuana ed eroina. Decise quindi di entrare in riabilitazione al St. Francis Hospital di Lynwood, a Los Angeles, ed una volta dimesso trascorse un periodo in libertà vigilata. Nel 1966 riapparve in classifica con una serie di grandi successi, composti dalla coppia Ashford & Simpson, incluso il ballabile I Don’t Need No Doctor, con cui celebrò la sua uscita dal tunnel della tossicodipendenza, e Let’s Go Get Stoned, che divenne numero uno in classifica R&B. La sua cover di Crying Time, dell’artista country Buck Owens, scalò nuovamente la classifica pop e gli procurò un altro Grammy Award come miglior esibizione canora maschile R&B. Tuttavia alla fine degli anni 60 le stazioni radio iniziarono a mandare meno in onda la sua musica, anche a causa del favore del pubblico verso il rock psichedelico ed altre forme di hard rock e R&B. Charles continuò comunque ad avere un’attiva carriera discografica e live. Nel 1979, come simbolo di riconciliazione, dopo i conflitti per l’ottenimento dei diritti civili, Charles cantò Georgia on My Mind davanti all’Assemblea Generale della Georgia, e dopo la sua performance l’Assemblea proclamò il brano canzone ufficiale dello Stato della Georgia. Nei primi anni 80 Ray Charles raggiunse nuovamente il pubblico più giovane grazie alla sua partecipazione a vari films, in particolare al film The Blues Brothers (1980), programmi televisivi e spots pubblicitari. Nonostante avesse supportato, negli anni 60, il movimento per i diritti civili e Martin Luther King, Jr., nel 1981 Charles fu criticato per aver suonato nel resort Sun City, in Sud Africa, durante il boicottaggio internazionale per la politica dell’apartheid praticata in quel Paese. Nel 1985 prese parte all’iniziativa umanitaria We Are the World, partecipando alla registrazione del singolo omonimo, prodotto dal suo grande amico, Quincy Jones, e inciso a scopo benefico da U.S.A. for Africa. Il brano vinse il Grammy Award come miglior canzone dell’anno, come disco dell’anno e come miglior performance di un duo o gruppo vocale pop. Negli anni 90 registrò diversi brani duettando con vari artisti, come Billy Joel, Quincy Jones e Chaka Khan. Nel 1986 fondò la Robinson Foundation for Hearing Disorders, poi rinominata nel 2006 Ray Charles Foundation, per aiutare la ricerca e l’istruzione a favore delle persone con problemi d’udito. Dopo essersi esibito nel 1985 alla cerimonia di inaugurazione del Presidente Ronald Reagan, nel 1993 si esibì pure per il Presidente Bill Clinton. Nel 2003 subì un riuscito intervento di chirurgia, durante il quale gli fu sostituita un’anca, tanto da poter riprendere il tour, ma in seguito soffrì di altri disturbi, fino alla sua morte, nella sua casa di Beverly Hills, circondato da familiari e amici, a causa di complicanze in seguito ad una grave patologia al fegato. Il funerale si svolse nella First AME Church di Los Angeles, alla presenza di numerosi amici musicisti, come Little Richard, B.B. King, Glen Campbell, Stevie Wonder e Wynton Marsalis, che si esibirono in sua memoria. Il suo ultimo album, Genius Loves Company (2004), contenente una serie di duetti con vari artisti suoi ammiratori, anche contemporanei, come B.B. King, Van Morrison, Willie Nelson, James Taylor, Gladys Knight, Michael McDonald, Natalie Cole, Elton John, Bonnie Raitt, Diana Krall, Norah Jones e Johnny Mathis, fu pubblicato due mesi dopo la sua morte, e vinse ben otto Grammy Awards, tra cui miglior album canoro pop, album dell’anno, disco dell’anno e migliore collaborazione vocale pop per il brano Here We Go Again, con Norah Jones, e miglior esibizione gospel per il brano Heaven Help Us All, con Gladys Knight. Vennero pubblicati altri due albums postumi, Genius & Friends (2005), una selezione di duetti registrati dal 1997 al 2004 con vari artisti, tra cui Diana Ross, e Ray Sings, Basie Swings (2006). I premi ed i riconoscimenti tributati a Ray Charles non si contano, tra questi nel 1979 fu uno dei primi musicisti ad essere ammessi nella Music Hall of Fame dello Stato della Georgia ed uno dei primi ad essere inseriti nella Rock & Roll Hall of Fame, durante la sua inaugurazione nel 1986, anno in cui ricevette pure il Kennedy Center Honors; nel 1987 fu premiato con il Grammy Lifetime Achievement Award e nel 1993 ricevette la National Medal of Arts; nel 1998 gli fu conferito il Polar Music Prize e nel 2013 l’ufficio postale degli Stati Uniti stampò un francobollo in suo onore come parte della serie Musical Icons. Il film biografico Ray (2004), interpretato da Jamie Foxx, vincitore dell’Academy Award come miglior attore protagonista, ha raccontato la sua incredibile carriera musicale e vita, durante la quale Ray Charles si sposò due volte, ebbe 12 figli con 10 differenti donne e vinse 13 Grammy.

Scheda liberamente e parzialmente tratta dal libro UN SALTO NEL BLUES, di Salvatore Amara – CUEC Editrice www.cuec.eu

Brano del giorno:  I GOT A WOMAN (“ho una donna”)

Anche Ray Charles, come Otis Redding (protagonista della puntata precedente), nacque in Georgia, e con il suo collega Renald Richard scrisse questo travolgente brano, caratterizzato da una miscela di gospel, jazz e blues, ingredienti che si rivelarono determinanti per lo sviluppo del rock’n’roll e del soul, e consentirono a questa canzone di raggiungere la cima della classifica R&B Billboard.
QUATTORDICESIMO APPUNTAMENTO GIOVEDÌ 6 OTTOBRE 2016
Nella prossima puntata di “RICORRENZE MUSICALI” si parlerà di HENRY COLUMBUS SPEIR,
nato ad Prospect, Mississippi, il 6 OTTOBRE 1895
ACCEDI al FORMAT di approfondimento “PERCORSI MUSICALI”, sempre ideato e curato da SALVATORE AMARA in cui l’autore-chitarrista segnala alcuni aspetti, musicali e non, relativi al brano scelto.

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