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SMOOTH JAZZ QUARTET FESTEGGIANO IL PRIMO ANNO DI MUSICA.

SMOOTH JAZZ QUARTET FESTEGGIANO IL PRIMO ANNO DI MUSICA.

Il gruppo cagliaritano Smooth Jazz Quartet festeggia il primo anno di musica in live al Jester Club.

Il 29 aprile il quartetto si presenterà sul palco del Jester Club con un ospite il cui nome che rimane ancora da svelare. Io faccio parte della band, sono il batterista, ed ora andiamo a scoprire qualcosa di più su gli Smooth Jazz Quartet.

Volevo formare una nuova band per suonare qualcosa di nuovo e il mio amico Daniele mi aveva fatto ascoltare alcuni brani di smooth jazz che erano abbastanza accattivanti e poteva essere il genere giusto. Avevo suonato con Stefano Lallai in una jam session e mi aveva colpito il suo modo di suonare poteva essere la persona giusta per formare la band, quindi gli telefonai e gli chiesi: che genere vorresti suonare? Stefano rispose: mi piacerebbe suonare smooth jazz!

Il progetto nasce quasi per caso. Avevo appena conosciuto Marco Sotgiu – racconta Stefano Lallai chitarrista della band– Marco è uscito di recente dai Be Funk e  sapendo che in quel periodo non suonavo in un gruppo mi propose di formare una band. L’idea è quella di suonare un genere musicale nato negli Usa e ora diffuso anche in Europa, Giappone, Australia; viene suonato principalmente da bravi musicisti con formazione jazzistica che cercano sonorità più rilassanti e melodie più gradevoli all’ascolto rispetto al jazz tradizionale. Il progetto è ambizioso e la voglia di provarci tanta – continua Stefano – e per completare la band a questo punto mancano due elementi fondamentali: tastiere e basso. Paolo “Otis” e Robertino Cau si aggiungono al gruppo e si inizia subito a provare brani di Paul Brown, Ronny Jordan, Incognito, Fourplay etc. Attualmente il nostro line-up vede l’avvicendarsi di Carlo Deidda al basso elettrico che prende il posto di Robertino Cau che cogliamo l’occasione per ringraziare per aver condiviso con noi questa crescita fatta di lavoro in sala prove e poi nei primi live a fine serata al Cayo Loco fino a quelli ufficiali alle Officine Hammer, all’Habana Vieja, al Vinvoglio Jazz Club ed al Kiko Douglas.

Diverse serate all’attivo nei principali locali cagliaritani e con grande risposta del pubblico, ti aspettavi questo risultato?

Stefano: fin dall’inizio pensammo che il nostro progetto avrebbe potuto raccogliere pareri favorevoli sostanzialmente per due motivi: lo smooth jazz ultimamente viene proposto da diverse Radio e DJ nelle serate lounge e quindi conosciuto da molte persone; non sapevamo di altre band che suonavano lo stesso genere e questo sarebbe stato un motivo di curiosità da parte di chi frequenta locali per ascoltare i live. La scelta accurata dei brani da inserire in scaletta è stata determinante per una buona risposta da parte del pubblico che pur conoscendo poco o niente i vari autori ha apprezzato la novità.

I componenti della band arrivano da esperienze diverse, pensi che musicalmente siano più vicini al jazz o alla musica pop?

Stefano: difficile fare distinzioni precise perché il pop ma anche il blues e il funk sono comunque componenti dello smooth-jazz, linguaggi che tutti noi abbiamo ascoltato e suonato ma è anche vero che nel nostro percorso musicale il jazz ci ha spesso fatto l’occhiolino, diventando col tempo un punto di arrivo perché ci permette di conoscere al meglio il nostro strumento.

Chi sono i musicisti che vi hanno influenzato maggiormente?

Stefano: i musicisti e le band che ci hanno influenzato sono tanti: Yellow Jacket, Spyro Gyra, Uzeb, Chick Corea, Miles Davis, Marcus Miller, Incognito, etc.

Programmi futuri?

UMBRIA JAZZ!!! 🙂 così scherza Paolo “Otis” sui prossimi nostri live e intanto vi invitiamo a festeggiare con noi il 29 al Jester Club!

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